Racconto di una giornata a Fenu Trainu,
scritto da Mario, foto di Salvatore Zurru.
8 Marzo ore 21.09
Messaggio: “Sabato andiamo a Fenu Trainu?”, questo il testo del messaggio; Mittente: Daniela!
Ovvio no, che una persona mentre cena pensa a cosa fare di sabato! Chi non lo fa?! In effetti…tutti!
Rispondo: Bho!
Però penso: “la grotta è bellissima ed io non l’ho visitata tutta”. Ok va bene, do conferma!
Ed eccoci alla mattina di sabato 13 Marzo.
Appuntamento ad Antas, tutti con la propria auto per limitare i contatti!
Siamo tutti puntuali, l’euforia è tanta e ci avviamo in auto all’attacco del sentiero. In breve tempo siamo già cambiati ed equipaggiati pronti per risalire il versante che porta alla nostra grotta. Il gruppo è composto da Daniela, Daniele, Mauro, Giorgio, Sara, Tore, e io, Mario.
La giornata non è delle migliori, fa freddo e tira un forte vento, non vediamo l’ora di calarci sul nostro Pozzo di 160m.
Saliamo su per il monte ed eccoci all’imboccatura. Mauro inizia ad armare, ed io do una mano per velocizzarci un po’. Bene! Armo fatto e via! Scende prima lui, io seguo e poi giù tutti.
Giù, giù e sempre più giù, un solo terrazzo spezza la lunga verticale del profondo pozzo, (il terzo più profondo della Sardegna) ma eccoci finalmente quasi alla base dove però bisogna fare un piccolo pendolo per armare un traverso. Mauro, da una quota più bassa, mi dà lo slancio che mi permette di afferrare la roccia su cui armare la nostra fedelissima corda! Tralasciamo il piccolo macigno che si è staccato e che a fatto c…re qualcuno, ma tutto per fortuna è andato bene.
In breve arriviamo tutti giù in una sala di grandi dimensioni e di immensa bellezza! A Tore prude il “grilletto” della macchina fotografica, Giorgio ed io vogliamo mangiare, c’è poi chi vuole visitarla per bene, e chi ha pure problemi intestinali, in pratica siamo tutti d’accordo! Ma con calma troviamo il tempo per tutto, mangiare, esplorare e pure fare bellissime foto grazie ai nuovi fari di Tore.
È arrivata l’ora di risalire, il tempo corre veloce in grotta. Come disarmatori si offrono Daniele e Giorgio, e nessuno obietta perché sappiamo che la risalita sarà faticosa! Organizzata la sequenza di risalita, io decido di risalire terzultimo per dare eventualmente una mano a portare una sacca con le pesanti corde, mentre gli altri partono spediti. Tutto procede bene, ormai Daniele e Giorgio sono dietro di me, circa 30 metri più giù, così risalgo l’ultimo frazionamento che mi riporta in superficie dove mi attendono con un bellissimo fuoco e dell’ottimo pane arrosto! Mancano solo Giorgio e Daniele quando ormai la luce scarseggia, ma il fuoco ed il panorama la fanno da padroni, chi se ne frega! E’tutto così bello ora, la fatica è finita, la pancia è sazia e tutto è andato bene. Arrivano anche Giorgio e Daniele con il viso sudato ma soddisfatto per aver concluso il loro primo disarmo.
Questo, il resoconto di una giornata di un gruppo speleo, che ad una giornata di relax preferisce andare negli abissi della terra per formattare la mente dalle negatività che stiamo affrontando in superficie! Buone grotte a tutti!





